Andrea candidato al ruolo di protagonista nel film “I Viaggiatori” di Ludovico Di Martino



Andrea Rinaldi (16 anni, Scuola Fondamenta - Roma), candidato al ruolo di protagonista nel film “I Viaggiatori” di Ludovico Di Martino, ci racconta la sua prima esperienza durante il provino su parte in presenza.

Feedback - La prima cosa è stata calmarmi. Non importa se era una cosa importante. Prima di tutto non volevo che l'ansia mi distruggesse. Se il battito aumentava, respiravo profondamente per diminuirlo. In questi casi rimanere a sangue freddo credo sia utile per non piangere o terrorizzarsi. Ha funzionato, finché non siamo andati agli studios. Sono stupendi. In pratica un set enorme, sembrava un villaggio. Non pensavo che ci sarebbe stato il regista in persona, con la casting director e il suo assistente. Pensavo che avrebbero mandato una persona che poi gli avrebbe parlato. Lì sono crollato, e mi sono allontanato per i corridoi per la paura. Mio padre ha dovuto richiamarmi per farmi andare. Questo prima del provino. Appena iniziato abbiamo chiacchierato. Il regista è molto simile ad Andrey (sia fisicamente che di carattere), questo mi ha calmato. Era stupito che facessi una scuola di cinema (anche lui voleva fare il Rossellini), e gli sono piaciuti i miei gusti sul cinema e i registi come Spielberg. È strano. Era gentile, ma si capiva che in quella stanza lui era il capo, e sembrava che tutti quando mi parlavano, usassero le sue idee e parole. C'era una vera attrice molto brava che con me faceva le scene. Abbiamo fatto a modo suo. Abbiamo improvvisato quasi tutto. È durato tanto il provino. Le cose più interessanti da dire credo siano due. La prima è che mi hanno intrattenuto un'ora e venti invece che quaranta minuti. E in questo tempo il regista è stato molto tempo a spiegarmi come fare le 3 scene. La più difficile l'abbiamo provata 5-6 volte, forse anche di più. E ogni volta mi diceva qualche dettaglio in più, le cose più utili per creare. Come il pensare le parole e poi dirle "Non te lo dimenticare mai!". Ogni volta voleva sempre di più da me, e ogni volta giocavamo, ma solo secondo le sue regole. Anche gli altri mi parlavano, ma in pratica erano le parole del regista dette da altri. Solo l'attrice era silenziosa. Mi ha solo chiesto una volta se mi ero fatto male (in una scena mi puntava un bastone vero alla gola, e io la poggiavo sulla punta e mi avvicinavo per rendere la scena funzionante). Per il resto mi faceva solo gli occhiolini per scherzare. Forse c'è anche una terza cosa. In quasi ogni scena sentivo di svenire, e quasi non mi reggevo in piedi per tutta l'energia data. Finito il provino volevo dormire, ma poi mi sono sentito carico e forte fino alla sera. Probabilmente non mi hanno preso, è quasi certo. Ma come primo provino dal vivo in assoluto è stato fantastico. Sono stato fortunato ad averlo così bello, in futuro non sarà sempre così. E sono anche contento di averlo fatto senza neanche avere un'agenzia. Una bella sfida, in futuro però averne una o più sarà necessario per queste esperienze.